venerdì 10 aprile 2020

PROGETTO DI UNA CAMERETTA PER UN BAMBINO DA 0 A 6 ANNI



CAMERETTA BAMBINO 0-6 ANNI

Quando è in arrivo un bambino, i preparativi sono tanti e bisogna pensare a una cameretta personalizzata tutta per lui!

Mobili: indispensabili sono alcuni mobili di piccole dimensioni, per contenere i cambi del piccolo. Basterà, in questa fase, arredare con una cassettiera o un comò e un piccolo armadio. Non è necessario investire subito denaro in un grande armadio. Per i primi anni, infatti, il piccolo non avrà bisogno di tanti capi e si potrà optare per mobili ad altezze ridotte, che faranno sentire più a suo agio il bambino. Un grande armadio che incombe su di lui/lei potrebbe sicuramente farlo sentire ancora più piccolo e infondergli un senso generale di insicurezza.

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Dei quadretti con i personaggi Disney: a olio Minnie & Topolino o a pastello come il simpatico Stitch.
Un piccolo e simpatico armadio, romantic-dreaming a forma di casetta può essere la soluzione giusta per questi primi anni. 

Una culla per il piccolo con una giostrina per le sue prime attività.

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Uno spazio dedicato al cambio, con fasciatoio e cassettiera con i vestitini.


Due bei tappetoni morbidi, per i mesi a venire e consentire al piccolo di fare le sue prime scoperte, con giochini e pupazzi morbidi.



In ultimo, opzionale, ma la raccomando fortemente, è anche uno spazio pensato anche per la mamma in modo da agevolare il duro compito dei primi mesi: un angolo con sedia a dondolo, per conciliare il sonno del suo piccino e, perché no, anche un lettino singolo posizionato vicino alla culla per permetterle di non dovere cambiare stanza in piena notte!
Il lettino verrà usato dal bambino negli anni futuri, una volta che non utilizzerà più il lettino-culla.

Per rendere più accogliente e giocosa la cameretta, pensata su una palette neutra di scale di grigio, aggiungerei pareti colorate sui toni di un azzurro o verde acqua che danno un tocco di colore, mantenendo un'atmosfera rilassante.

Per dare un tocco di originalità, ho decorato le pareti con quadretti di mia produzione di varie dimensioni, raffiguranti i personaggi Disney (Minnie, Mickey Mouse e Stitch).
I quadri sono tutti commissionabili, e personalizzabili per media utilizzati, dimensioni e con l'inserimento del nome o della foto ricordo del vostro bambino/a.
Per ulteriori informazioni rimando alla sezione Home decor.

Contattami e sarò lieta di fornirti maggiori dettagli!!















martedì 7 aprile 2020

ICONE DEL DESIGN: GLI ANNI '60



Nel secolo scorso abbiamo assistito a una evoluzione degli stili nei vari decenni, scanditi e influenzati dal contesto storico culturale del momento e area geografica di riferimento.

Gli anni del dopoguerra hanno influenzato la nostra cultura per sempre fissando nell'immaginario collettivo icone presto riconducibili agli ormai famigerati anni '50 e '60.
I primi contraddistinti da forme rotondeggianti e colori pastello sui toni del giallo, rosa, azzurro e verde mela mentre i secondi riprendono i colori tenui del decennio precedente in una esplosione eclettica e psichedelica dei colori RGB più frizzanti e decisi, emblema del consolidato boom economico post-bellico.
Per la prima volta anche la piccola borghesia può aspirare a oggetti finora appartenuti alle classi abbienti e simbolo di uno status sociale, grazie alla rivoluzione della produzione di serie e l'introduzione di un nuovo materiale economico e resistente: la plastica.

Andy Wharol, Campbell's can
Negli anni '60 anche i complementi di arredo sono i protagonisti indiscussi del nostro tempo, capaci di racchiudere tutto il fascino di un'epoca in cui la sperimentazione tecnologica la fa da padrone.

Questi sono gli anni della Pop Art di Andy Warhol, del Movimento Radicale italiano e della cultura Hippie che trova la sua prima manifestazione nella Summer of  Love del 1965 a S. Francisco e culmina con il Festival di Woodstock nel 1969.

Ma quali sono i complementi di arredo più famosi di quegli anni che ancora oggi ricordiamo e riconosciamo come icone indiscusse dell' Interior Design?

Vediamone insieme qualcuna:




LE SEDUTE


Senza dubbio icona di questo tempo è la Tube Chair progettata dal designer italiano Joe Colombo, nel 1969 e prodotta dall'azienda Cappellini.

Tube Chair


























Caratterizzata da un design radicale e innovatore, questa seduta rappresenta un connubio ben riuscito di modularità e flessibilità applicati all'arredamento.
La sua caratteristica, infatti,è quella di avere la stessa forma per schienale e seduta, che il suo fruitore può comodamente inter scambiare.
Si inserisce perfettamente nel suo periodo di riferimento, caratterizzato da uno spirito fortemente innovativo e spregiudicato.


Gaetano Pesce, UP5-6
La UP5 e UP6, di Gaetano Pesce, sempre del 1969, prodotta oggi da B&B Italia e prodotta in poliuretano a iniezione.

Anch'essa espressione del movimento radicale, è un omaggio del suo creatore alla donna, e della sua condizione sociale che ancora oggi in molte culture ha un ruolo di sottomissione e condizione economica incerta.

Le forme rotondeggianti e avvolgenti della UP5 infatti ricordano una sagoma femminile antropomorfa e che richiama le veneri ancestrali dell'antichità, con grossi seni nella parte superiore e il ventre materno nella parte inferiore della seduta.

E' legata poi tramite un filo, sorta di cordone ombelicale, la sua UP6, una sfera di poliuretano, che rappresenta sia la fertilità femminile ma anche il peso che la donna deve sopportare in una società fortemente maschilista.

La Panton Chair,  che prende forma dal genio creativo di Verner Panton tra gli anni 50-60, e commercializzata  da Vitra solo nel 1967, è la prima sedia basculante e impilabile realizzata in plastica da un unico stampo.

Vitra, Panton chair

La sua forma sinuosa che richiama le linee del corpo umano, la sua grande versatilità e il materiale innovativo ne hanno decretato il suo successo, facendone una icona internazionale del design.

Nel corso degli anni ha subito varie rivisitazioni: dai primi modelli in poliestere rinforzato con fibroresina e poliuretano espanso degli anni '60 a quelli in schiuma poliuretanica degli anni '80.



E' invece del 1963 Ball Chair di Eero Aarnio e prodotta da Asko, casa finlandese. Questa seduta la la caratteristica forma tondeggiante di moda negli anni '60 e ricorda una palla. Il rivestimento esterno è in plastica mentre l'interno è in morbido tessuto, ha una seduta avvolgente e carezzevole, ricordandoci che in quegli anni il design non è solo italiano.

esempio un tavolo o un divano o una scrivania. Anch'essa, come tutti gli oggetti sopracitati, fa parte della collezione permanente di numerosi musei tra cui il MOMA di New York o il Triennale Design Museum di Milano.

Come possiamo vedere i cosiddetti Sixties sono stati anni di grande fermento culturale e politico che hanno influenzato notevolmente il settore del Design industriale e hanno permesso la nascita di alcune delle innovazioni creative più originali del nostro passato.



In ultimo vorrei concludere con un classico dell'illuminazione, come la esempio un tavolo o un divano o una scrivania. Anch'essa, come tutti gli oggetti sopracitati, fa parte della collezione permanente di numerosi musei tra cui il MOMA di New York o il Triennale Design Museum di Milano.

Come possiamo vedere i cosiddetti Sixties sono stati anni di grande fermento culturale e politico che hanno influenzato notevolmente il settore del Design industriale e hanno permesso la nascita di alcune delle innovazioni creative più originali del nostro passato.


 Lampada Arco, dei fratelli Castiglione e prodotta da Flos nel 1962. 

Achille Castiglioni, Arco di Flos
Icona intramontabile del design italiano, questa lampada sembra non passare mai di moda grazie alla sua linea elegante e pulita, impreziosita da un piedistallo in vero marmo di Carrara di ben 65 kg e grazie alla sua estrema versatilità e praticità si adatta perfettamente a ogni ambiente che sia un living, uno studio professionale o un ristorante.


La sua particolarità consiste nell'avere un punto luce sospeso sopra il luogo di interesse come ad

lunedì 20 gennaio 2020

Come rendere un interno gradevole con la giusta collocazione dei quadri

Alcuni consigli da una interior designer sulla collocazione dei quadri 

I quadri servono ad abbellire il nostro spazio e renderci più gradevole la permanenza in un dato luogo. Quando pensiamo al collocamento dei quadri nelle pareti, magari di una casa,  fresca di ristrutturazione, non dobbiamo però lasciare il loro posizionamento al caso.  
Di frequente, infatti, si vedono soggiorni o stanze con troppi quadri appesi senza una logica, che il nostro occhio percepisce in maniera caotica e sgradevole

Ma allora come possiamo rendere piacevole un ambiente con i quadri?
Vi svelerò qualche piccolo semplice trucco facile da applicare anche a chi interior designer non è e che sarà capace di risaltare le pareti di casa vostra con semplici accorgimenti.

Innanzitutto due parole: ordine e allineamento.

Cerchiamo di seguire delle linee di continuità immaginarie, i cosiddetti fili ottici, che possono essere riferite ad esempio a un margine superiore di una libreria o allo stipite di una porta. Questo permette di avere una continuità percettiva dell'occhio che coglie l'insieme come gradevole.

Se si vogliono appendere più quadri insieme, bisogna cercare di allinearli ai bordi (superiore, inferiore o centrale), cercando di creare delle forme geometriche semplici es. rettangoli o quadrati.
  
I quadri posizionati alla stessa altezza danno un senso di ordine, come nella foto sotto riportata.






Un altro accorgimento importante è quello di posizionare i quadri sopra un sostegno es. un mobile, un comò. I quadri, infatti, specialmente se piccoli, non daranno l'impressione di fluttuare nel nulla.



Diverso il discorso per un quadro di grandi dimensioni, che può essere collocato su una parete, senza bisogno di alcun sostegno, poiché è comunque una ''presenza importante'' che può stare anche da sola.

Un'alternativa può essere appoggiare i quadri sopra un mobile, in modo da non bucherellare il muro tante volte. In questo caso infatti il senso di continuità e armonia è dato dal fatto che tutti i quadri hanno il bordo inferiore posizionato alla stessa altezza.

Infine, una nuova tendenza, può essere anche appoggiare i quadri direttamente sul pavimento.
In questo modo possono creare effetti molto chic e contemporary, specialmente con un bel quadro di grandi dimensioni. Eventualmente accostandolo anche a una pianta a foglia larga, per risaltarne il contenuto.

Un ultimo consiglio è quello di cercare una certa continuità di colori e stili, anche nelle cornici. Per un living, si può optare per fotografie in bianco e nero, magari accostate a un unico colore.

Il consiglio è comunque sempre quello di non mescolare più di tre colori per volta, in modo da non creare troppe cromie che vengono percepite come caotiche dal nostro occhio.

Eccoci, allora cosa aspettate?

Avanti riposizionate i vostri amati quadri in modo da dare risalto alla vostra casa e magari approfittatene per liberarvi di qualche vecchia stampa o cornice che non avete mai avuto il coraggio di buttare. Più avanti faremo un approfondimento su come riciclare e dare nuova vita a vecchie cornici, accostando anche stili differenti.

Buon divertimento!

Silvia